Testimonianze

COSA SCOPRIRE TRA LONDRA E CARDIFF: IL RACCONTO DI VERONICA DI LOST WANDERER

Cosa scoprire tra Londra e Cardiff - Travel Free From

Questa settimana ti parlo di Veronica, un’altra travel blogger espatriata questa volta a Cardiff, Galles.

Classe 1990, lei è siciliana di nascita e inglese di adozione, alla fine di un lungo percorso che l’ha condotta da un sogno fra i banchi di scuola (vivere a Londra) fino alla realtà: lasciare la capitale del Regno Unito per una più capitale gallese.

A condurla fino a lì il desiderio irrefrenabile di vivere in una città moderna, multietnica, dalle larghe vedute.

Insieme alla sua amica pugliese Antonella (Rainbow) ha fondato il blog Lost Wanderer, occupandosi principalmente della rubrica viaggi. Uno sguardo rivolto indietro alla sua Sicilia e uno rivolto alla sua nuova casa.

Anche questa volta, come per Anna, non ho potuto fare a meno di curiosare su questa scelta così coraggiosa e farmi raccontare gli angoli più inediti delle due città.

Ecco dunque cosa scoprire tra Londra e Cardiff, accompagnati dai racconti di Veronica.

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Ciao Veronica, grazie per la chiacchierata che voglio condividere con i lettori di Travel Free From. Raccontaci un po’ di te, di cosa ti ha condotto prima a Londra e poi a Cardiff, cosa possiamo visitare in queste meravigliose città e, perché no, della cucina inglese, con un occhio di riguardo per gli intolleranti alimentari.

Avevo un sogno da bambina: vivere a Londra. Sui banchi del liceo fantasticavo moltissimo su questa cosa e quando ebbi la possibilità di fare uno scambio culturale a Brighton, non persi l’occasione. Esplorai la cultura britannica e sondai il terreno. Fu amore a prima vista. Tutto sembrava bello, nuovo, divertente.

Dopo gli studi universitari ero decisa ad andar via. Così dopo una pausa di qualche mese per organizzare il viaggio, il 6 giugno 2014 ho preso un volo di sola andata e sono partita per Londra.

Ho cambiato numerose case in due anni. Cinque per l’esattezza. Ogni volta era un’odissea. Così come diventava sempre più stancante la vita lavorativa e lo stare più tempo sui mezzi che all’aria aperta. Il costo della vita non aiutava, pertanto con il mio fidanzato ci siamo mossi a Cardiff nell’Agosto del 2016.

Non dimenticherò mai la sensazione provata dinanzi a Cardiff Bay, quando mi si è stagliata davanti per la prima volta. Con quella distesa d’acqua mi sono sentita subito a casa.

Cosa scoprire tra Londra e Cardiff - Travel Free From

Fonte: Lost Wonderer

Era più piccola di Londra, meno caotica, più family friendly. Tutto poteva essere a portata di camminata se si viveva in centro o comunque nelle zone limitrofe.

Così, spinti da una nuova energia, abbiamo preso tutte le nostre cose ancora una volta e abbiamo scelto Cardiff come nostra nuova casa. 

Ho preferito stabilirmi in Inghilterra per la qualità della vita e dei servizi, perché tutto è più efficiente e si respira un maggiore senso di libertà e indipendenza, se vogliamo, insito nella cultura inglese.

Certo mi mancano le bellezza e la cultura italiana, come anche il cibo e la cucina, molto più genuina di quella britannica. Anche il contatto fisico tra persone, parte integrante dei nostri modi di fare, qui non è visto di buon occhio.

Però è un prezzo sopportabile davanti alla prospettiva di una vita migliore, come la sognavo sin da piccola.

Londra e Cardiff sono due città profondamente diverse sia per chi le vive che per il viaggiatore di passaggio.

Londra è enorme e non basterebbe una vita per girarla tutta. Men che meno da turista.

Però ci sono davvero moltissime chicche che secondo me potrebbero far rivalutare la capitale inglese anche a chi non l’ha mai apprezzata .

 Neal’s Yard a Covent Garden ad esempio dà colore ad una città definita da molti grigia.

Tutto il quartiere di Hampstead è la quintessenza della Londra vista nei film.

Fermarsi nella grande brughiera, Hampstead Heath, è d’obbligo, come esplorare i suoi bellissimi giardini.

Anche tuffarsi nel lago durante l’estate è un’esperienza singolare, perché diviso in tre grandi settori riservati rispettivamente solo agli uomini, solo alle donne o misti. 

Per gli amanti della natura, scoprire i pavoni nei Kyoto Gardens di Holland Park o i cervi a Richmond Park, nel profondo sud ovest della città, può rivelarsi un’esperienza incredibile.

Certamente sono tappe insolite rispetto ai più inflazionati percorsi turistici.

Immancabile infine un bellissimo tramonto sullo Sky Garden di Londra, magari godendosi un buon cocktail. Come anche in cima a Primrose Hill dove consumare un picnic con l’intera città intera ai propri piedi.

Certo Londra si adatta proprio a tutti i gusti.

Cardiff è più raccolta, forse un po’ più di nicchia rispetto a Londra, ma certamente tutta da scoprire anche lei.

Si potrebbe partire con la caccia a tutte le razze di animali di pietra intagliate nelle mura fuori dal castello e proseguire rendendo omaggio a uno dei personaggi più amati di Doctor Who allo Ianto’sShrine a Cardiff Bay.

Imperdibili poi le numerose arcades, gallerie coperte del centro cittadino, come anche il mercato coperto, dove gli amanti del vintage e della musica potranno trovare qualche vinile raro.

Infine, vale la pena avventurarsi anche nei dintorni fino a St. Fagans, il museo della vita gallese che espone vari reperti rinvenuti qui, dall’antichità fino agli anni ‘50.

Mi sono sentita a mio agio in questi posti sin dal primo giorno.

Un po’ per la mia esperienza con la lingua inglese, dato che ho frequentato il liceo linguistico, un po’ per l’accoglienza che i locals mostrano verso gli stranieri. Ormai sono abituati a ospitare persone da ogni parte del mondo.

Certo, a volte mi scontro ancora con la loro fakepoliteness, quella gentilezza finta tipica loro.

Ciò non toglie che i britannici rimangono molto attaccati alle loro tradizioni e al folklore.

A Londra, ad esempio,  mi ha stupita molto il carnevale di Notting Hill. Un’esplosione di colori e musica in uno dei quartieri più IN della città.

Anche l’Eisteddfod che si tiene in Galles è un evento da non perdere, a mio avviso.

Ogni anno i gallesi celebrano, infatti, la loro cultura e la loro lingua con un enorme festival, durante il quale si svolgono gare di musica, ballo, poesia.

Momento in cui anche il cibo riesce a ritagliarsi il suo spazio attraverso le più svariate bancarelle di street food.

A questo proposito devo ammettere che non ho avuto grossi problemi.

Per quanto mi manchi la cucina italiana, perché intendiamoci, difficilmente si riesce a batterla, la mia curiosità innata mi ha portata ad assaggiare e apprezzare molti piatti della cucina estera.

L’unico problema riscontrato è stato con il cheddar di cui i britannici sono molto ghiotti. Io purtroppo non mangio formaggio.

Col tempo però ho imparato a prendere confidenza anche con lui, integrandolo nei sandwich, se proprio non ho alternative.

Il sandwich è infatti il pasto di tutti i giorni, quello che la maggior parte degli inglesi consumano in settimana, durante la pausa pranzo. Chiaramente quando non possono spostarsi in qualche pub vicino per un hamburger al volo o una porzione del più famoso fish&chips.

La domenica però si cambia musica perché sulle loro tavole è immancabile il Sunday Roast, che sia a casa o al ristorante.

Broccoli, carote e purè di patate (o patatine fritte) fanno da contorno ad un taglio di carne di varie tipologie. C’è chi preferisce l’agnello, chi il vitello, chi ancora tacchino o pollo.

Il tutto è poi accompagnato dallo yorkshire pudding and gravy, una salsa ottenuta dai succhi della carne combinata con burro e farina. E qui sì, il lattosio potrebbe esserci.

Lo yorkshire pudding invece è simile ad un sufflè, molto morbido e perfetto accompagnato proprio dalla gravy.

Al netto di questi condimenti la carne potrebbe essere accessibile anche a chi ha intolleranze alimentari perché è già gustosa di suo.

Onestamente, nella mia cucina preparo ancora molti piatti italiani, anche perché sono gli unici di cui conosco le ricette.

Da un po’ però ho iniziato a integrare con qualcosa di più tipico locale come la Sheperd’s Pie, un pasticcio di carne coperto da uno spesso strato di purè di patate. Davvero molto buono!

Altre ricette locali, invece, devo ancora imparare a farle.

Come ad esempio le Welshcakes, il dolcetto tipico gallese.

Sono moltissimi i turisti che le comprano, attratti dal nome e dall’odore.

Anche i locali non se ne privano.

 Io le acquisto solitamente quando ho qualcuno in visita che desidera assaggiare qualcosa di tipico.

Sono una via di mezzo tra un pancake e un biscotto, a livello di consistenza.

Piuttosto spesse e rotonde, di frequente sono consumate per il tradizionale afternoon tea.

Nella versione classica sono con l’uvetta e ricoperte di zucchero a velo.

Al mercato coperto di Cardiff però si trovano anche plain, semplici, quindi senza uvetta oppure con la Nutella. Una vera goduria.

Anche per gli intolleranti c’è qualcosa di naturalmente senza.

Qui vanno molto di moda ad esempio le hummus fries. Patatine di hummus che sono senza glutine e possono essere anche senza lattosio. Sono fatte con farina di ceci e rappresentano un valido spuntino per tutti.

Molto diffusa è anche un’insalata fatta con tonno sott’olio, dadini di mela, avocado e foglie di lattuga e condita con olio, limone, sale, pepe e paprika. Davvero ottima e abbastanza accessibile a chi ha esigenze alimentari speciali!

Quando non mangio a casa ammetto di preferire i pub, è qui che riesco a provare il cibo locale migliore.

Per un buon Afternoon Tea, invece, ho apprezzato molto Ladurée a Covent Garden, non solo per il cibo quanto per il servizio. Proprio lì c’è anche una bella terrazza con vista sull’Apple Market.

Neanche i locali di cucina internazionale scherzano e vanno per la maggiore soprattutto nella capitale.

A Londra ad esempio adoro il ristorante turco Gokyuzu, anche se è leggermente fuori mano rispetto al centro.

Situato nella zona nord di Londra si riesce a mangiare un pasto completo con appena £25 in due (carne, patatine, riso e bibite).

Tra i locali italiani, invece, ho apprezzato molto Marco Polo , fuori Chelsea. Un ristorante che gli inglesi definirebbero fine dining.

Cosa scoprire tra Londra e Cardiff - Travel Free From

Fonte: Lost Wonderer

A Cardiff invece c’è un eccellente ristorante giapponese: Sushi Life.

Bar 44 lo consiglio se si ha voglia di spagnolo e Viva Brazil se si preferisce la churrascheria brasiliana.

Tra i locali italiani di questa città mi sono trovata molto bene da Carluccio’s  oppure da Calabrisella, forse il miglior ristorante italiano del posto.

Insomma per chi non è mai stato da queste parti c’è senz’altro di che vedere e mangiare.

Personalmente consiglio di venire in autunno o in primavera.

Il primo offre lo spettacolo del foliage che secondo me rende tutto più bello. Mentre in primavera si può andare alla ricerca degli alberi di ciliegio e del glicine, che conferiscono un’aria romantica alle città.

Imperdibili sono infine i mercati che consiglio di visitare in un giorno infrasettimanale. Specie in mattinata sono meno affollati.

Da tenere sempre appuntati, infine, in caso di emergenza, il  999 o il 112, come l’indirizzo del Lost Property Office, qualora venisse smarrito qualche oggetto in metro o bus.

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Insomma una bella passeggiata tra Londra e Cardiff, quella proposta da Veronica. Uno sguardo negli angoli più inediti delle due città, condito con qualche chicca più di carattere gastronomico.

Due tappe da segnare nella wish list, per quando si potrà ricominciare a viaggiare, che ne dici?

Io da tempo ormai sogno di tornare a Londra. Che non sia la volta buona?

Avevi già visitato questi posti?

Aspetto i tuoi commenti!