L'ESPERTO RISPONDE, VEGANO

ERBE TINTORIE PER CAPELLI: CE NE PARLA L’ESPERTO MICHELE RINALDI

Erbe tintorie per capelli - Travel Free From

È da un po’ che mi frulla per la testa di scrivere questo post, sicuramente da qualche mese, quando è iniziata tutta questa storia dell’epidemia e del relativo lockdown. Fra i primi disagi che ho vissuto c’è stato proprio quello di non potermi far riordinare i capelli da un professionista. Non perché avessi chissà quale impegno mondano in cui apparire perfetta, ma fosse anche per guardarmi allo specchio senza provare l’imbarazzo di una ricrescita lunga fino ai piedi. Così mi sono messa un po’ a cercare online:  come fare la tinta in casa, quali prodotti preferire, dove acquistarli e bla bla bla. Finché non sono atterrata sul sito di Michele Rinaldi, esperto di erbe tintorie per capelli.

Michele Rinaldi è un parrucchiere professionista, sperimentatore, ricercatore, creatore di prodotti naturali per capelli solo, esclusivamente, da piante anche alimentari.

In realtà, fa il suo mestiere da 26 anni, un po’ come possono farlo in molti. Ma solo negli ultimi 10 la sua carriera e la sua vocazione, se così vogliamo definirla, ha subito un letterale stravolgimento fino a portarlo dove è ora: un folle, in senso buono, sostenitore e creatore di colori da erbe tintorie per capelli.

Lascio però che sia lui a raccontarlo in questa piccola intervista che mi ha gentilmente concesso, in un momento estremamente concitato del suo lavoro.

Ecco come ha risposto alle mie domande Michele Rinaldi, intenditore di erbe tintorie per capelli.

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Ciao Michele, grazie per la tua disponibilità. Mi piacerebbe partissimo dall’inizio di tutto. Come ti è venuta l’idea di dedicarti alle erbe tintorie per capelli?

Ho sempre avuto una certa sensibilità verso i prodotti naturali, divenuta però unica alternativa quando ho scoperto la mia allergia alla parafenilendiamina, più nota sotto con la sigla PPD, sostanza presente nella maggior parte delle tinte di origine chimica. Allergia, purtroppo non da contatto, ma da inalazione. Un dramma per chi svolge un mestiere come il mio.

A quel punto si è aperto un bivio dinanzi a me: chiudere tutto, rimanere senza lavoro con famiglia a carico e mandare a casa i miei 6 dipendenti, o rimboccarmi le maniche e trovare un’alternativa valida che mi permettesse di ottenere medesimi risultati, nella piena tutela della salute mia e delle mie clienti.

Il resto è storia.

Appunto, ascoltiamo questa storia, come sei arrivato a produrre tinte per capelli dalle erbe?

Studiando, sperimentando, provando, testando, sbagliando e riprovando. In fondo tutto quello che fanno i creativi, solo che io mi sono rivolto con due occhi, non solo uno, al passato.

Ho studiato gli egizi che, come noto a tutti, tenevano molto alla cura del loro corpo e dei loro capelli, partendo proprio da ciò che offriva la natura.

Ho studiato cucina molecolare, ho studiato le tecniche tintorie dei tessuti degli antichi messicani, insomma, mi sono fatto una certa cultura, prima di chiudermi in laboratorio e buttar giù la mia personale scala di colori.

Punto di partenza, per tutto ciò, un’azienda italiana che rivende piante provenienti da tutto il mondo, perché, siamo sinceri, non tutto può essere prodotto in Italia in quantità tali da soddisfare la domanda alimentare, ma comunque tutto tracciato.

Ci tengo solo a precisare che il mio fornitore si è, come dire, piegato alle mie richieste, poiché non commercializza erbe pronte per diventare basi di tinte per capelli.

Sono stato io a chiedergli gentilmente di polverizzare alcune delle sue piante perché potessi sfruttarle anche nella mia professione.

Piante alimentari, dunque. Ci stai per caso dicendo che le tue erbe tintorie si possono anche mangiare?

Le erbe da cui parto per realizzare i miei colori sì, sono commestibili.

Solo ieri mia moglie ha realizzato in casa un risotto alla curcuma con la stessa polvere che utilizzo nel mio salone per le tinte alle mie clienti.

Una svolta a sentire quello che stai dichiarando, ma per le meno esperte del settore o semplicemente per chi manifesta sensibilità e allergia alle tinte chimiche, spiegaci le differenze fra queste e le tinte naturali.

Innanzitutto tengo a precisare che neanche i colori ottenuti da erbe tintorie sono esenti da reazioni avverse, per quanto siano realizzate solo con polvere di vegetali e acqua calda.

Come succede per le allergie/intolleranze agli alimenti, che possono essere crociate e abbracciarne diversi, anche per l’applicazione di tinte è così, seppur naturali al 100%.

Mi è capitato, infatti, il caso di due clienti allergiche a specifiche erbe che ho utilizzato per la preparazione dei loro colori.

Ciò che fa la differenza, però, è la natura dei componenti e, di conseguenza, la frequenza e la gravità degli effetti che possono derivarne.

Le due clienti sono state, per così dire, un’eccezione alla regola: nessuna reazione e nessun danno a cute e capelli nella maggior parte dei casi.

Nelle tinte chimiche, invece, sono presenti numerosi allergeni, oltre a quello che ho citato, la parafenilendiamina, presente anche sotto il nome apparentemente più innocuo di fenilendiamina.

Stesso dicasi per la resorcina al posto di ammoniaca, probabilmente anche più tossica, o dell’etanolammina.

In tutta onestà i prodotti chimici, proprio perché non naturali, derivano da molte di queste sostanze, per cui, seppur non vengano scritte in etichetta o vengano riportate sotto altri nomi o sostituite, rimangono presenti e causano reazioni che vanno dal semplice pizzicore fino a quelli più gravi, quali tumori.

Nel mezzo ci sono le allergie che scaturiscono anche dopo anni di applicazione.

Il discorso legato alle erbe tintorie per capelli è completamente diverso, perché oltre a non danneggiarli, hanno un effetto terapeutico sulla cute e sul capello stesso.

Generalmente queste agiscono come una sorta di pellicola che avvolge il capello, non aggredendo il suo naturale pigmento, ma ricoprendolo e conferendo corpo, elasticità e morbidezza.

Come recita uno spot di gelati molto noto: two in meglj che one, colore e salute è meglio che colore e danneggiamento.

Chiaro. Conosciamole però più da vicino, come lavorano le erbe tintorie per capelli?

Fondamentalmente seguendo un approccio contrario alle tinte chimiche: non schiariscono, possono solo scurire.

Difficilmente se entri bruna nel mio salone riuscirò a farti diventare bionda e diffida di chi ti promette questi risultati con prodotti 100% naturali, per la ragione che ti ho appena spiegato.

I colori delle erbe avvolgono e coprono, non “mangiano” il colore naturale dei capelli, pertanto è molto difficile riuscire a schiarire.

Precisato questo, le erbe tintorie lavorano come qualsiasi colore che parte da una determinata base. Più capelli bianchi hai, più sarà facile ottenere il colore che desideri, insomma.

Un po’come quando si parte da una parete bianca, puoi colorarla come ti pare, a differenza di una parete già dipinta magari con toni accesi, che bisognerebbe prima far tornare bianca, scartavetrando, e poi applicare il nuovo colore.

Come in natura, poi, anche in questo ambito i colori principali sono tre: rosso, giallo e blu.

Colori presenti, rispettivamente, nell’henné rosso, nel rabarbaro e nell’indicofera.

Sono queste le tre piante che garantiscono la copertura del capello bianco.

Incrociando e mescolando questi tre colori, unitamente alle altre erbe tintorie “secondarie” si possono ottenere una miriade di sfumature.

Le ho chiamate secondarie perché, ad esempio, la camomilla, la robbia, il legno di campeggio non coprono il bianco, ma servono a tonalizzare le tinte.

Ecco, proviamo ad essere più concreti, soprattutto in un momento come questo: quale potrebbe essere il procedimento da seguire, volendo applicare una tinta 100% naturale come la tua, a casa e in piena autonomia?

Premetto che non è facile. Per utilizzare le erbe tintorie per capelli serve un minimo di conoscenza, non fosse altro per capire come mescolare i colori tra loro.

Se dovessi rispondere direttamente alla tua domanda ti direi di acquistare le miscele o le erbe corrispondenti al colore che vorresti ottenere, impastarle con acqua calda, metterle in posa per il tempo necessario e il gioco è fatto.

Ma, in realtà, il gioco non è per niente fatto, perché dipende molto dalla quantità di capelli bianchi che la cliente ha, dal colore che intende raggiungere, se intende scurire molto o scurire leggermente o diventare bionda (solo partendo dai capelli bianchi).

Prendiamo ad esempio l’indicofera, la pianta dal colore naturale blu.

Se acquistassi una tinta fatta esclusivamente con indicofera, convinta che ti porterà ad un colore molto scuro dopo la prima passata, e la applicassi direttamente sui capelli bianchi, tenendola in posa solo un’ora o anche meno, alla fine ti ritroveresti con una magnifica chioma azzurra.

Per scurire il colore possono rendersi necessari più passaggi. Ciò vuol dire: applicare, lasciare in posa, risciacquare, asciugare e ricominciare daccapo finché non si ottiene un colore sempre più intenso da essere scuro, magari riscaldandolo anche con dell’henné rosso.

Prendiamo anche l’esempio del castano scuro, probabilmente il più difficile da ottenere.

Anche applicando la miscela corrispondente a tale colorazione direttamente sui capelli bianchi, è molto probabile che il risultato finale si avvicini molto più al rosso che al castano scuro.

Per scurirlo e “raffreddare” l’effetto rossastro si dovrebbe aggiungere, come secondo passaggio, l’indicofera pura, che in qualche modo annulla l’effetto del rosso e scurisce.

Questi esempi molto, molto sommari solo per dirti che per approcciarsi alle erbe tintorie per capelli è necessario tener presente due aspetti:

  1. Bisogna aver pazienza e non fretta di raggiungere il risultato che si vuole, perché non sempre questo è possibile. Se già torna difficile con le tinte chimiche, che “forzano” molto il colore naturale, ancor di più lo è con quelle vegetali che non alterano nulla, ma si comportano esattamente come si comporterebbe qualunque colore su una tela bianca. Se sei alle prime armi non potresti mai raggiungere i risultati di un pittore professionista.
  2. Ogni caso è soggettivo, proprio perché ogni colore di capelli è diverso da un altro. La quantità di capelli bianchi sulla lunghezza e non solo sulla radice crea delle meravigliose sfumature, ma per ottenerle bisogna utilizzare in modo sapiente e professionale le tinte vegetali. Per questo mi sono permesso di dire che una persona meno esperta difficilmente potrà riuscire a ottenere il risultato sperato al primo colpo, senza conoscere i prodotti in questione, ne essere del mestiere.

Se si tengono presenti questi punti, ognuno rimane libero di tentare. Certo non potrà far danni irreparabili, dato che le tinte vegetali non danneggiano.

E in quanto a tenuta? L’opinione comune ritiene che le tinte naturali durino di meno rispetto a quelle chimiche, ce lo confermi?

Assolutamente falso, probabilmente mantengono la colorazione anche più a lungo di quelle normali.

Un nero realizzato con tinte 100% vegetali non riesci a toglierlo più, è estremamente intenso, avvolge il capello e difficilmente riuscirai a liberartene, proprio perché, come accennavo, non si può schiarire con le medesime tinte.

Di fatto, le clienti che frequentano il mio salone e scelgono colorazioni del genere non hanno bisogno di rifare spesso il colore.

Nella maggior parte dei casi agisco solo sulla loro ricrescita per portarla alla stessa intensità di colore della lunghezza.

In poche parole chi sceglie di colorarsi la chioma con le erbe tintorie per capelli ritoccherà con minor frequenza rispetto alle normali tinture in commercio.

Quindi in questo periodo di chiusura, cosa consigli a chi è casa e vorrebbe provare da sola a tingersi i capelli con prodotti vegetali?

Nessuno impedisce di provarci, anzi.

Ad esempio con le mie clienti e con chi mi fa richiesta in questo periodo molto particolare, cerco di dare consigli su come agire.

Acquistando erbe pure o le miscele che ho preparato, tendo a spiegare anche come è meglio utilizzarle, rimanendo a disposizione per consulenze a distanza completamente gratuite.

Nelle ultime settimane ho anche pubblicato numerosi tutorial sulla mia pagina Facbeook proprio su come applicare le mie erbe tintorie per capelli.

Ciò nonostante mi sento di dire che non è un’attività che porterò avanti a lungo, perché è davvero molto impegnativa.

Ho riadattato il mio lavoro, in questo momento, preparando colori “su misura”, vendendo online quelli già pronti, rispondendo alle e-mail, messaggi, telefonate, fornendo consulenza gratuitamente a chi me la richiede, senza tralasciare ciò che preparo per l’Ospedale Sacco di Milano.

In pratica sono più impegnato ora di quanto non lo sia stato negli ultimi anni.

Comprendi bene che un’attività del genere non può conciliarsi con quella del parrucchiere che svolgo normalmente nel mio salone.

Ragione questa per cui, quando tutto tornerà alla normalità, mi auguro presto, interromperò le consulenze online.

Il mio progetto è, invece, quello di formare altri professionisti come me, in modo da diffondere il più possibile la cultura delle tinture vegetali e terapeutiche per i capelli, con l’obiettivo, perché no, di garantire la presenza di almeno uno di questi in ogni città d’Italia.

Interessante, quindi oltre a quanto ci hai detto, fai anche formazione ad altri parrucchieri. Che risultati riscontri?

Sì ho tenuto dei corsi anche per miei colleghi e devo dire che le reazioni sono le più disparate, come può essere prevedibile.

Anche per un professionista abituato a lavorare con le tinte chimiche, questa può essere una grande sfida e non sempre tutti hanno la pazienza di portarla avanti con perseveranza.

Al momento sono ancora pochi i parrucchieri che seguono la mia stessa strada, alcuni all’estero, come in Germania, altri in Italia, come in Sicilia, in Campania o nel Lazio.

La strada è ancora lunga insomma.

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Queste le parole di Michele Rinaldi, l’esperto di erbe tintorie per capelli, che pazientemente ha risposto alle mie domande.

Personalmente sto ancora valutando se acquistare o meno i prodotti e tentare una colorazione in autonomia, solo con la sua guida a distanza. Il timore di combinare un disastro sui miei capelli, per me che a mala pena li spazzolo alla mattina, è molto forte.

Ciò nonostante c’è ancora un buon mese di tempo per riflettere, approfittare della sua consulenza gratuita e dare una svolta alla propria chioma prendendosene cura sul serio, seppur allergiche alle tinte normali.

Tu, come ti stai comportando in questo periodo?

Hai sperimentato la colorazione da sola o aspetti con ansia la riapertura del tuo parrucchiere di fiducia?