Puglia

#ILMONDOCHECIASPETTA, COME LO ABBIAMO VISSUTO E COME LO RITROVEREMO

Il mondo che ci aspetta - Travel Free From

Difficile iniziare un post, dopo parecchie settimane che non se ne scrive uno, senza scadere nella banalità del momento.

“Stiamo vivendo un periodo assurdo, che passerà alla storia”.

“Ci stiamo sforzando di dare un senso alle nostre vite, da casa, davanti allo schermo di un pc/tv come unica forma di contatto con il mondo esterno”.

“Stiamo riscoprendo antichi valori, ricette, hobby e passioni dimenticate”.

C’è chi sta addirittura scoprendo di avere conviventi in casa, dopo anni trascorsi fuori per lavoro, palestra, cultura, vita mondana.

C’è chi sta riscoprendo la famiglia.

Viva l’Italia finalmente unita. E bla, bla bla.

Personalmente non riesco ancora a realizzare quanto stia succedendo, sia perché la mia vita è cambiata poco (lavoravo a casa già da prima e ho smesso di viaggiare già da un po’), sia per volontà. Ho alzato una barriera difensiva nei confronti di tutto e soprattutto del bombardamento mediatico su questa profonda crisi sanitaria ed economica.

Certo è che come sempre, come faccio nei periodi più inquieti, mi sono riavvicinata alla scrittura. Non quella per lavoro, che non ho mai lasciato, ma quella personale, del diario che conservi nel cassetto e rileggerai un giorno, si spera, sorridendo.

Sì, ho ripreso in mano il mio diario, con pochi appunti scritti tutti i giorni, perché mi aiuta a scaricare la tensione del momento e, per quanto triste sia, lasciare traccia di ciò che sta succedendo.

E poi, cosa che più mi piace, sto cogliendo l’occasione per rimettere ordine fra le mie fotografie degli ultimi 10 anni, da quando ho una fotocamera digitale insomma.

Le sto rivedendo, le sto sistemando, organizzando, selezionando, cancellando e ritoccando.

Un modo per viaggiare anche stando a casa, per ripercorrere le tappe del periodo più itinerante della mia vita e ricordarmi anche di momenti di leggerezza da ventenne che la frenesia del momento mi ha fatto completamente rimuovere.

E credo che alla fine molte di queste foto riscoperte le condividerò con anche con te.

Non voglio che in questo momento ci dimentichiamo quanto sia meraviglioso il mondo là fuori, l’Italia prima di tutto.

Dietro ogni scatto c’è un ricordo, in ogni luogo c’è un pezzo di vita che, magari, per il naturale scorrere degli eventi, è finito nel cassetto degli archivi fino a farcene dimenticare.

Poi, basta un attimo, rivedere un’immagine, leggere una frase, ascoltare una canzone perché tutto riaffiori e ci ricordi per cosa vale la pena andare avanti.

Perché sì, da quello che leggo, soprattutto sui social, ho la netta sensazione che molti di noi stiamo perdendo il senso del bello, della vita vera, del piacere della condivisione di momenti gioiosi.

È un po’ quello che succede in quei luoghi in cui si alternano sei mesi di luce a sei mesi di buio.

Ora siamo nella fase buia, quella in cui il sole è dall’altra parte e, dopo l’euforia iniziale, inizia a pesare un po’ non vedere le cose alla luce naturale del giorno.

E il buio, il silenzio, si fanno sempre più pesanti.

In fondo, anche per i più attivi arriva il momento di fare i conti con la notte, con le sue paure, le sue angosce e le sue ansie.

E che si fa se in un momento di fragilità del genere, in cui magari si cerca conforto sempre attraverso lo schermo di uno smartphone, ci si carica sempre più di notizie, video, informazioni, commenti e pensieri ancora più negativi,  invece che cercare ristoro nel sonno?

Si fa che ogni giorno poi diventa sempre più lungo e pesante da superare.

Forse, anzi al 90%, è questo che mi sta spingendo a riprendere in mano i social, in tarda serata, come ultimo pensiero della giornata: lasciare un’immagine che ci ricordi quanto è bello il mondo là fuori e quanto valga la pena stringere i denti per andare avanti.

Non mi sento una fotografa provetta, anzi, rivedendo certi scatti mi chiedo come abbia fatto a immortalarli in maniera così sistematicamente imprecisa.

Ma quelle meglio riuscite, da questa settimana in poi, le condividerò con te sul mio canale Instagram e, perché no, magari anche sugli altri canali.

Perché sarebbe bello raccontarci cosa queste immagini ci trasmettono, se e quando abbiamo visitato determinati luoghi, cosa ci ricordano, quando ci siamo stati, perché, con chi.

Dico che serve a non perdere di vista l’obiettivo: la bellezza dei luoghi, l’unicità dei momenti, il calore dei ricordi, la voglia di vivere.

Un percorso molto dilatato per lanciare un progetto temporaneo dal nome #ilmondocheciaspetta.

Quello che abbiamo lasciato.

A quanto pare, migliore di come lo abbiamo lasciato.

Che aspetta solo noi, con tutto il senso di rassicurazione che può esserci dietro la convinzione che qualcosa di bello è in attesa del nostro ritorno.

Non vale forse la pena stringere i denti per questo?

Direi proprio di sì. Ne vale la pena per tornare ad apprezzare tutto come prima, più di prima, con occhi e cuore più arricchiti dalla consapevolezza che viviamo in un mondo meraviglioso.

Non solo, in attesa di poter raccontare nuovi viaggi, riproporre itinerari, locali, piatti e sapori da gustare di nuovo, cercherò di lasciarti suggerimenti e spunti utili su come gestire questa fase così delicata, con tutte le esigenze che più ci contraddistinguono.

Magari può essere un nuovo inizio anche per questo blog.

Aspetto i tuoi commenti, le tue riflessioni e le tue esperienze, passate e presenti, per condividere argomenti e spunti costruttivi e positivi, prima di ricominciare a viverli come prima e meglio di prima.

Ti aspetto qui.

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