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LE MIE PROSSIME 10 TAPPE IN ITALIA – QUANDO SARÀ POSSIBILE

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Ultimamente si parla tanto di dare priorità all’Italia, al Made in Italy, alle vacanze estive nel Bel Paese, all’artigianato, alla moda, ai musei, alle spiagge e a tutto ciò che ci rende unici nel mondo.

Beh un succo di verità c’è in questa diffusa sollecitazione ed è legata alla causa alla base di molte delle nostre scelte. Forse noi Italiani abbiamo la pecca di essere poco orgogliosi di ciò che abbiamo. Tendiamo a sputare un po’ troppo nel piatto in cui mangiamo, troviamo l’erba del vicino sempre più verde e, oggettivamente, siamo esterofili.

Si potrebbe dedicare un post intero a questo dibattito, ma io rimango del parere che viaggiare in Italia ha lo stesso valore di viaggiare all’estero. Lo spirito del viaggiatore, sempre a mio parere, dovrebbe andare oltre le logiche politiche, economiche, sociali e competitive. Per una semplice ragione: la voglia di scoprire, di conoscere e abbracciare culture diverse, lingue diverse, cibi diversi e stili di vita lontani dal nostro, per trattenere quanto di più prezioso possa servirci a crescere e diventare migliori di come eravamo prima di partire.

E questo credo valga per gli Italiani che si muovono fuori come per gli stranieri che vengono in Italia.

Mi sono sempre approcciata ai viaggi in Italia in modo diverso da quelli in un Paese straniero.

Un viaggio all’estero, per quanto piacevole, implica sempre una minima percentuale di adattamento. Fosse anche nel semplice caffè al bar chiesto in lingua diversa.

Ci sono sempre delle ore, dei giorni di assestamento in una città estera, prima di poter acquisire un minimo di padronanza e familiarità con quella che sarà la nostra casa per tutto il periodo del viaggio.

Uno sforzo, per quanto piccolo, che a volte fa sorridere e a volte fa imprecare, perché l’incontro col diverso non sempre è fluido e immediato e a volte può diventare scontro.

Ho sempre scelto di viaggiare all’estero in momenti in cui ero pronta a farlo, avevo il tempo di prepararmi, studiare, leggere, cercare e ancora cercare su internet, soprattutto come gestire le mie intolleranze alimentari. L’ho fatto quando avevo un cuore talmente leggero e una mente talmente aperta da esser pronta ad affrontare qualunque imprevisto, senza farmi saltare i nervi o maledire il giorno in cui ero partita.

Per una semplice ragione: conoscere Paesi diversi dal mio, tradizioni, cultura, piatti, lingue, scorci e paesaggi diversi dai soliti era molto più forte di qualunque forma di disagio iniziale.

Ma riconosco che devi esserci predisposto, devi averci la testa, in due parole.

Viceversa, ho sempre scelto mete italiane in momenti in cui avevo più voglia di una vacanza che di un viaggio. In periodi in cui avevo bisogno di staccare e concedermi una pausa in un posto in cui ero certa di dover fronteggiare il minor numero di imprevisti possibile.

Ho sempre vissuto i viaggi in Italia come una carezza all’anima, qualcosa che ristora e guarisce.

Perché l’Italia è casa, la stessa in cui non puoi fare a meno di tornare anche se te ne sei andato con tutte le forze.

L’Italia è bellezza, è storia, è una meravigliosa distesa di colline puntellate da antichi casali, di alberi, prati ed erbe profumate, fiori, ma anche ruvide montagne e prepotenti scogliere che resistono all’impeto delle onde. E molto altro ancora.

Con tutti i suoi problemi e i suoi peccati l’Italia incanta e per quanto possiamo allontanarcene è un luogo in cui non possiamo fare a meno di tornare perché sappiamo che è un porto sicuro.

Ed è così che giustifico la mia insistente voglia di riprendere a viaggiare in Italia, proprio in questo momento.

So che bisognerebbe dare un messaggio diverso “facciamo lavorare le nostre aziende” – “spendiamo i nostri soldi in Italia” – “rendiamoci protagonisti della rinascita economica e rimaniamo dentro i confini” e bla bla bla.

Tutto condivisibile e assolutamente ineccepibile.

Ma per me viaggiare è e rimane sempre qualcosa di più profondo e viscerale che va al di là di ogni forma di imperativo morale, in cui l’etica supera i confini e impara a riconoscere ciò che merita di essere salvato comunque e a prescindere dalla sua collocazione geopolitca.

Ora, però, in questo momento così pesante, a tratti claustrofobico e opprimente, ho solo bisogno di una carezza, che mi rassicuri, mi sollevi e mi faccia tornare quella voglia di ricominciare a scoprire il mondo, senza remore e senza paure, spinta solo dalla voglia di riconoscere.

Ora c’è solo bisogno di sanare, l’anima prima ancora del portafogli,  di superare le paure in luoghi confortanti, e solo per questo non riesco a fare a meno di pensare all’Italia, a quanto sia bella e alla voglia matta che ho di riprendere a girarla, vederla e rivederla.

Perché sento che non potrei affrontare nessun viaggio in un altro Paese del mondo se prima non ricomincio dall’Italia.

Così sto trascorrendo parte del mio tempo al pc a guardare foto di mete ancora da visitare e foto scattate nei posti in cui sono già stata e manco da troppo tempo.

E non ho potuto fare a meno di stilare una lista dei desideri in cui racchiudere le mie prossime 10 tappe in Italia, appena sarà possibile riprendere a viaggiare.

ROMA

La città eterna, che se la vedi una volta non puoi più farne a meno. Periodicamente hai bisogno di tornarci, inutile, se no dai di matto.

Sogno di ricalcare ogni singolo sampietrino, da Piazza San Pietro al Colosseo, passando per Piazza di Spagna, Piazza Navona, Via del Corso e Trastevere. Affondare la forchetta nei bucatini all’amatriciana e nella carbonara.

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Ma la verità è che, come dire, Roma mi è rimasta in gola, perché il mio ultimo viaggio, programmato fino al minimo dettaglio, è andato a monte pochi giorni prima della partenza e non se n’è più riparlato.

Desideravo scoprire vie e quartieri inediti e meno conosciuti, primo fra tutti il Quartiere Ebraico con la sua cucina Kosher, naturalmente senza lattosio.

Sì, questa la metto in cima alla lista delle mie prossime 10 tappe in Italia perché ormai la rimando da troppo tempo.

AREMOGNA

Nota località sciistica a pochi chilometri da Roccaraso, in Abruzzo, che adoro visitare in estate.

Trovo sia un giusto compromesso, in termini di natura, borghi, buon cibo, sport e relax che mi rigenera dopo gli anni lavorativamente più duri.

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Desidero tornarci perché c’è una grossa fetta di luoghi che qui devo ancora visitare, dalla Val di Sangro a Sulmona, fino a Pescocostanzo e molte attività che ho rimandato l’ultima volta: dalle passeggiate in bici fino alle galoppate a cavallo.

Decisamente la lascio al secondo posto nella lista.

MARATEA

Perché fra le mie prossime 10 tappe in Italia non posso rinunciare a tornare in Basilicata, scoprendo questa volta la costa invece che l’entroterra.

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Rincorro Maratea da molto tempo, perché da ciò che ho visto, letto e sentito credo sia un piccolo gioiellino, fra le braccia del Cristo Redentore, da godere soprattutto in primavera/estate inoltrate.

DIAMANTE

Strettamente collegata alla precedente anche perché siamo a pochi chilometri.

Diamante è quel borgo pittoresco sulla costa tirrenica della Calabria, rivalutato dalla street art. E se mi segui da un po’ di tempo non devo certo ribadire la mia devozione verso questa forma d’arte che si esprime sui muri delle strade.

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Muoio dalla curiosità di scoprirne ogni singolo angolo.

SIENA E VAL D’ORCIA

Per una sola ragione: sedermi ad ammirare la luce del tramonto che scalda le colline e la valle, con un calice di brunello in mano. Basterebbe questo a farmi dimenticare tutto quello che stiamo vivendo, anche senza sorseggiare il vino.

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Di Siena ho apprezzato solo il suo centro storico, in varie toccate e fuga nel corso della vita.

Ora è giunto il momento di rimanerci, anche qualche giorno, e assaporarla tutta, aree rurali incluse.

PISA

Toccata e fuga anche qui, spesso, ma per troppo poco tempo.

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Devo assolutamente ritrovare quel ristorantino in cui, quasi otto anni fa, ho mangiato i migliori cappellaci al cinghiale della mia vita.

Posso dirlo? È questa la ragione principale per cui tornerei.

La seconda è far visita a una delle mie più care amiche, a Lucca, pochi chilomentri da Pisa, prossima al parto.

Credo di avere più di una valida ragione per tornarci e rimanerci qualche giorno in più.

VERONA

A Natale, perché mi ero ripromessa e avevo promesso a Vi, mio marito, di tornarci insieme lo scorso Natale.

L’ho scoperta per caso, durante un viaggio di lavoro, l’ultimo fatto in solitaria, e me ne sono innamorata letteralmente.

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Ne ho visitato solo il cuore, anzi pochissimo, perché mi sono totalmente concentrata sul mercatino di Natale che organizzano ogni anno e devo assolutamente riprenderla, rivederla, rivisitarla e riassaporarla a dovere, nello stesso periodo in cui l’ho vista per la prima volta: a ridosso del Natale.

Ho ancora troppi cimeli da acquistare in questo meraviglioso mercatino di Natale a Verona.

TRAPANI

Potrei scrivere anche Sicilia a 360° perché vorrei visitarla tutta.

Sono cresciuta col mito di Trapani esattamente come sono cresciuta col mito di Perugia, perché ne sento parlare da mio padre, praticamente, da quando sono nata.

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A Perugia ci sono finita all’Università e ci ho vissuto per 5 anni, Trapani la conosco ancora solo attraverso i suoi ricordi.

Dalla riserva delle saline al centro storico, da Erice ai templi di Segesta e poi, magari, allungarmi anche un po’ fuori zona e scoprire che so, le cantine storiche di Donna Fugata, a Marsala, solo per citare un esempio.

In realtà vorrei visitarla tutta la Sicilia, ma credo partirò da Trapani e dai suoi piatti di cous cous.

PERUGIA

Fra le mie prossime 10 tappe in Italia non posso escludere la mia seconda casa, anche perché sono anni che prometto a Vi di andarci insieme e ancora non gliel’ho mostrata. Questo piccolo gioiello che mi ha ospitata per 5 anni.

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Anche in questo caso sarebbe solo un punto di partenza per visitare e rivisitare i dintorni, da Assisi al Lago Trasimeno, dalle Cascate delle Marmore a Orvieto, senza tralasciare Spoleto, Foligno e Gubbio.

Sì, una bella scarpinata in macchina che certamente potrebbe riempire una delle nostre prossime vacanze, appena si potrà.

VALLE D’ITRIA

Last but not least, anche perché intendo farla diventare una tappa fissa della mia vita almeno una volta all’anno.

Il mio ultimo viaggio è stato qui, se vogliamo la più vicina di tutte le mete appena menzionate, ma anche quella che ho amato di più.

Qui il senso di rigenerazione è totale e pervasivo, perché riconosco di apprezzare il senso di ospitalità pugliese più di molti altri.

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Imperativi morali, tornando qui, saranno: bombette a go go, passeggiate con sandali bassi fra le vie della città bianca, Ostuni, e di Alberobello, bagno circondata dai pesci nelle acqua della riserva di Torre Guaceto, panorami a perdita d’occhio fra Locorotondo e Cisternino e infine il meraviglioso barocco di Martina Franca.

Non tutto necessariamente insieme. Ma di week-end in week-end, da ora in poi, non voglio che passi anno senza esser stati qui almeno una volta.

Una lista lunga, quella delle mie prossime 10 tappe in Italia, ma non certo esaustiva.

In realtà vorrei visitarne ancora tantissimi di luoghi in Italia, già visti di sfuggita o ancora da scoprire ex novo.

Ad esempio, vorrei tanto tornare a Bologna, ammirare Trieste, Venezia, Padova, Torino e le Langhe e Napoli, dove la mettiamo?

O farei prima a scrivere dove, in Italia, non vorrei andare, se mai esistesse un posto nel Bel Paese che non vorrei visitare.

Perché è così, per quanto viaggiare nel mondo sia seducente e avventuroso, c’è sempre un posto in cui non si può fare a meno di tornare: casa. E la nostra casa è e rimane sempre l’Italia.

Tu dove andresti appena possibile?