Mare, Natura, SENZA LATTE

TORRE GUACETO: VIAGGIO NELLA RISERVA NATURALE TRA MARE E BUON CIBO PER INTOLLERANTI

Torre Guaceto - Travel Free From

Il turismo lento, quello ecosostenibile, a contatto con la natura, è quello preferisco. È già da un po’, ormai, che non mi dirigo verso grandi città. Per quanto le ami, un po’ mi manchino, le grandi capitali le lascio per ora nella lista delle destinazioni future.

Adesso, già da un po’ a dire il vero e credo anche in futuro, voglio lasciar spazio ai luoghi con tre caratteristiche prioritarie: natura, borghi, buon cibo, accessibile al maggior numero di persone possibile.

Ciò è valso anche per le vacanze estive di quest’anno, appena concluse. Vacanze che ancora una volta ho voluto trascorre in Puglia. Non per campanilismo, ma perché mi rendo conto che difficilmente riesco a sentirmi così coccolata altrove. Sicché, se proprio ho bisogno di una pausa “zero sbatti”, come direbbero a Milano, punto dritta alla Valle d’Itria.

La destinazione più esclusiva, se vogliamo, della Puglia.

Quel fazzoletto di terra fra la metropoli barese e la ressa del turismo di massa salentino.

Quella striscia fatta di terra argillosa che lambisce un mare azzurrissimo, puntellata da olivi secolari, i cui tronchi si avvolgono a formare figure fantastiche e quasi mitologiche, e distese di cactus.

mare pugliese - Travel Free From

torre guaceto- cactus - Travel Free From

E ancora veri e propri labirinti di tratturi e tratturelli circondati da file di muretti a secco, disegnati quasi come linee sottili che uniscono antiche e maestose masserie a piccoli e suggestivi borghi, formando, insieme, una straordinaria opera d’arte.

Sì, è questa la meta più esclusiva e affascinante della Puglia, dove pochi giorni non bastano per assaporarla tutta.

Proprio al confine con questa terra, a ridosso delle coste Altosalentine, si trova un autentico forziere di vita. Il lido prediletto da numerose specie animali e vegetali, che ne hanno fatto una casa, restituendoci il piacere di poterlo osservare da vicino e prendercene cura.

Mi sto riferendo alla Riserva Naturale di Torre Guaceto.

La riserva di Torre Guaceto si estende per oltre duemila ettari di zona umida, a ridosso della costa, fra Carovigno e San Vito dei Normanni. A circa 20 chilometri da Brindisi.

È qui che il viaggiatore più “affamato” di genuinità può trovare svago e ristoro, vivendo esperienze nuove e mai banali.

Scortato da guide esperte, che faranno da Cicerone, è possibile visitarla tutta, praticando escursioni a piedi o in bici, ammirando le specie animali che la popolano, con il birdwatching e il seawatching, immergendosi nelle profondità del mare o frequentando corsi subaquei per imparare e farlo.

C’è da dire, di fatto, che Torre Guaceto racchiude ambienti differenti da esplorare, sia marini che terrestri, suddivisi in tre zone principali: A, vietata ai bagnanti, B e C, accessibili sia ai bagnanti che ad altre attività.

LA RISERVA TERRESTRE

Al suo interno si distinguono ulteriori zone diversificate: il litorale, la zona umida e la macchia mediterranea.

Queste segnano i sentieri che conducono dritti al mare, in una passeggiata che costeggia una flora che raggiunge il suo apice di bellezza in primavera, con la fioritura del lino delle fate piumoso e il raponzolo. L’ultimo, caratterizzato da fiori azzurro intenso, perenni. Il primo, invece, dall’aspetto di grandi piume, su cui è stata poi intessuta la leggenda delle fate che ne hanno raccolto per farne lino adatto ai loro abiti argentei.

riserva terrestre - Travel Free From

Se sei un amante osservatore di specie animali è giusto farti sapere che la riserva terrestre di Torre Guaceto è lido di ristoro per le più disparate specie di uccelli, fra cui il Cavaliere d’Italia, il Fratino, la Beccaccia di mare, il Tarabuso, la Folaga, il Tuffetto, e anche mammifere, come il Tasso e il Ramarro.

stormi - Travel Free From

LA RISERVA MARINA

Questa è rivolta ai più avventurosi, sia che amino “spinneggiare” con occhialini e maschera a pochi metri dalla costa, sia che amino immergersi lungo le scogliere più ripide.

Il mare di Torre Guaceto, ospita di fatto un abbondante flora e fauna marina, anche.

Se sei un esperto, posso citare il pomodoro di mare, le praterie di posidonia oceanica e il coralligeno.

Varie, inoltre sono le specie di pesci, fra cui saraghe e occhiati, che potrai vedere anche vicino alla riva, come me, e persino le tartarughe di mare.

torre guaceto- occhiati - Travel Free From

A queste ultime è dedicata anche una delle calette, vietata ai bagnanti, dove si recano a deporre le uova.

spiaggia delle tartarughe - Travel Free From

Se vuoi ammirarle più da vicino, però, hai due possibilità:

  • contattare i biologi ricercatori che monitorano la costa, per censirle, e affiancarli in una lunga passeggiata alle prime luci dell’alba.
  • recarti al Centro Visite di Torre Guaceto Al Gawsit, dove, oltre a pannelli cartacei e multimediali sulle caratteristiche della riserva, vi sono tre vasche che riproducono i fondali marini e, saltuariamente, ospitano alcuni esemplari di tartarughe marine curate nel centro di recupero, prima di essere rilasciate in mare.

LA TORRE ARAGONESE

Si tratta di una delle tante torri che puntellano la costa adriatica pugliese. Un po’ come quella che vi ho già mostrato a Vieste.

torre guaceto - torre aragonese - Travel Free From

In questo caso, però, è stata completamente recuperata, ristrutturata e ospita al suo interno anche  una installazione storico-artistica di una nave romana, realizzata da Mario Palmieri, in scala 1:1.

Se tante attività possono stancarti anche solo leggendole, beh, sappi che la riserva di Torre Guaceto “ha pensato” anche a chi ama il relax e il buon cibo.

A quest’ultimo proposito, infatti, sempre in ambito riserva, si possono riconoscere prodotti di eccellenza agricola e ittica che strizzano fortemente l’occhio alla sostenibilità ambientale ed economica e sono una vera goduria per il palato.

Fra le materie prime di punta vi è:

  • una varietà di pomodori di piccola taglia, succosi e dolci, denominati fiaschetto. Un presidio slow food che ha più il sapore di una scommessa fatta per salvaguardare e rilanciare un prodotto che da secoli viene consumato sulle tavole dei suoi abitanti.
  • la piccola pesca di tutte le specie che popolano i mari della riserva, durante le diverse stagioni: polpi, sgombri, pesci serra, ricciole, palamite, barracuda, cefali, tombarelli, dentici, saraghi, orate spigole e triglie. A questo proposito è giusto specificare che la pesca segue dettami piuttosto precisi e affidati alle cure della Comunità dei pescatori: dimensione dell’imbarcazione non superiore a 4 metri, entro le 12 miglia dalla costa, solo una volta a settimana e con reti a maglia larga, per consentire alle taglie più piccole di pesci di rimanere liberi e svilupparsi.
  • l’oro del parco, l’olio extravergine di oliva da agricoltura biologica dagli ulivi secolari di Torre Guaceto attribuito alle varietà Ogliarola e Cellina di Nardò.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti, anche nel senso stretto del termine.

Dopo tutto questo lungo excursus sulla riserva e sulle sue principali attività e caratteristiche, non dimentico certo di citare quella che attira più di tutti: la balneazione.

Immaginare di arrivare fin qui e non tuffarsi nelle acque cristalline della riserva suona davvero come una eresia, anche per coloro che non amano il mare. Specie se, come me, ti recherai in zona nei mesi meno aggrediti dai turisti: giugno e settembre.

Per poter godere del mare, è bene sapere che vi sono pochissimi stabilimenti, nessuno dei quali immerso nella parte più vera e autentica della riserva, e che tocca venirci attrezzati, quanto meno di ombrellone, telo, scarpette e occhialini.

In alternativa potrai seguire i miei passi, venendo da nord, e non fermarti alle prime uscite dalla Strada Statale che ti indicano le spiagge, ma proseguire fino all’uscita di Apani per fare tappa al lido Boa Gialla.

Boa Gialla - Travel Free From

Il Boa Gialla di Torre Guaceto è uno stabilimento molto attrezzato, più di tutto, è il punto di arrivo delle auto o di qualunque altro mezzo a motore, prima di accedere alla riserva.

Qui, o in altri parcheggi allestiti prima di questo, dovrai lasciare l’auto e prendere la navetta che ti conduce in prossimità delle calette, seguendo rigorosamente le istruzioni riguardo l’accesso a quelle consentite ai bagnanti.

caletta vietata - Travel Free From

In più, sempre come me, se verrai sfornito di tutto, al Boa Gialla possono essere così cortesi da prestarti un ombrellone senza alcun costo.

L’alternativa per chi non ama bagnarsi, invece, è fermarsi proprio nello stabilimento, dove sono allestiti pochi ombrelloni con lettini, e limitarsi a prendere il sole o ammirare i surfisti veleggiatori.

stabilimento torre guaceto - Travel Free From

Qui non potrai fare il bagno, perché la costa è alta e rocciosa, fuori dalla loro competenza. Per cui, a meno che tu non sia esperto, meglio evitare.

L’ideale è, appunto, servirsi della navetta per arrivare in prossimità delle coste sabbiose, attraversare i sentieri immersi nella riserva, con il vantaggio di poter ammirare in tutta tranquillità flora e fauna esistenti, e piantare il proprio ombrellone nelle calette consentite.

sentiero riserva naturale - Travel Free From

A ripagarti della “fatica” ci sarà lo spettacolo di nuotare circondato dai pesci della riserva, in un mare limpidissimo, e in una zona molto tranquilla e rilassante, almeno in questo periodo dell’anno.

Per rifocillarti, infine, potrai rientrare allo stabilimento, sempre grazie alla navetta, e usufruire del loro servizio ristorazione, fatto di prodotti locali, materie prime freschissime e diversificate in differenti opzioni, in base a esigenze e necessità.

Potrai, di fatto, spaziare da un semplice aperitivo rinforzato, fatto di puccia o frisella farcite, al classico spaghetto allo scoglio, passando per le grigliate e i panini gourmet.

Io, con il mio panino al polpo grigliato, mi sono fermata a metà strada fra queste ultime due soluzioni, senza rinunciare al gusto e alla semplicità di un pasto con talmente pochi ingredienti da essere accessibile a molti esigenti speciali.

panino con il polpo - Travel Free From

Indubbiamente una soluzione senza latte, lattosio, uova e molti altri allergeni indicati nel menù e riportati cortesemente dal personale.

Ecco, quindi, che alla fine del viaggio in questo lembo di costa pugliese, non potrai che uscirne soddisfatto e arricchito in ogni aspetto.

Io, senz’altro, ne sono uscita rigenerata.

Conoscevi già questa meta pugliese?

Ti ha incuriosito per il tuo prossimo viaggio?

Potrai raccogliere tutte le informazioni che non hai trovato in questo articolo, sul sito istituzionale della riserva.