Città, Puglia

DAL QUARTIERE EBRAICO AI VICOLI DEL CENTRO STORICO: ECCO LA VERA TRANI DA SCOPRIRE

Trani da scoprire - Travel Free From

Immagino la vostra faccia, appena aperto l’articolo “Ancora di Trani ci parli? E basta!“. No, non siate precipitosi, perché oggi vi mostrerò qualcosa di inedito, che neanche io immaginavo potesse esistere. Una Trani da scoprire passo dopo passo.

Sì, perché ci sono posti che pensi di conoscere alla perfezione, semplicemente perché ci vai da sempre.

Ti ci hanno portata quando eri piccola, nel passeggino, che neanche camminavi. Poi a scorrazzare per i giardini e ancora con gli amici e il tuo primo amore. E tuttora ci torni, ogni volta, perché li senti come una seconda casa. Un po’ come se metà del tuo cordone ombelicale fosse agganciato proprio lì.

Poi succede qualcosa, incontri qualcuno, si allineano i pianeti, non so, sta di fatto che ti ritrovi a lasciare “la strada vecchia”, quella battuta talmente tante volte che avresti potuto scavarci una trincea, e li guardi con occhi diversi.

No, di più, scopri angoli diversi, nascosti, velati o semplicemente a portata di mano, ma mai degnati di uno sguardo.

Succede che quella che hai sempre conosciuto come la meta delle passeggiate nei pomeriggi di primavera o delle serate estive, in modalità cocktail in mano, diventa qualcosa di più. Di profondo, di autentico, di vero.

Succede che improvvisamente ci torni non per piacere ma per “lavoro”. Perché ti hanno chiamata a visitare una città talmente vicina a te che quasi sei sul punto di rispondere “No, guarda, so già tutto, passate avanti“.

E invece, per fortuna, non sono passati avanti e io non ho rifiutato.

Così, mi sono trovata coinvolta in quello che, quasi un mese fa ormai, è stato un Blog Tour, il Puglia Blog Tour.

Il primo a cui abbia mai preso parte da quando ho aperto questo diario on-line.

Organizzato da Patrizia, sommelier, maestra di cucina e mamma di Eleonora e Massimiliano, lo staff di Maison Lizia e da altri partner che vi farò scoprire molto presto, eccomi a girare in una Trani da scoprire, zaino in spalla e Canon al collo, in compagnia di altre blogger come me.

No, diverse da me, ognuna con la sua specializzazione: da Barbara, la traveller, a Valentina e Valentina, rispettivamente la food e la lifestyle blogger.

Chiusa la parentesi delle presentazioni torniamo a questa Trani da scoprire, seguendo le orme di Andrea Moselli, il nostro cicerone.

Il tour si è svolto in tre giorni, ognuno con le sue tappe, che io vi racconterò qui, tutte d’un fiato. Almeno quelle che riguardano la parte travel.

Per cui, cari miei lettori, mettetevi comodi, perché di ciccia ce n’è tanta e non vi basteranno certo 5 minuti per terminare la lettura.

INIZIAMO IL TOUR DELLA TRANI DA SCOPRIRE CON IL QUARTIERE EBRAICO.

E sì, a Trani esiste un quartiere ebraico. Uno dei tanti che in passato hanno puntellato l’Italia meridionale.

Trani, però, potremmo quasi considerarla come la capitale delle comunità ebraiche pugliesi.

Questa si concentrava nella Giudecca, un’area posta a ridosso di quelle che erano le mura delle città longobarda e sveva. Precisamente, nella parte più alta del centro storico, quasi a ridosso della Cattedrale e del Porto.

Noi l’abbiamo visitata partendo da Porta Antica (o Porta della Giudecca), e proseguendo lungo via Scola Nova, prima, e via la Giudea, dopo.

Trani da scoprire porta antica - Travel Free From

Lungo questo asse si trovano le due sinagoghe principali rimaste “intatte” fino ai giorni nostri.

In realtà le sinagoghe del periodo più fiorente erano ben quattro, successivamente trasformate in chiese cristiane.

La prima incrociata sul nostro percorso è stata quella di San Pietro Martire.

Trani da scoprire chiesa san pietro - Travel Free From

Piuttosto anonima all’apparenza, se non fosse per le due decorazioni poste ai lati superiori del “portale” d’ingresso.

Per chi riesce a interpretarli potrebbero essere il chiaro segno di un edificio dedicato al culto ebraico.

Il fiore in alto a destra, ad esempio, potrebbe simboleggiare il cedro, pianta molto cara agli ebrei, sopratutto in occasione della festa del Sukkòth, la Festa delle Capanne, l’evento religioso più importante per le comunità ebraiche di tutto il mondo.

I due pezzi da Novanta di tutto il quartiere, però, rimangono la sinagoga intitolata poi a Santa Maria di Scolanova e quella intitolata a Sant’Anna.

Partiamo da quest’ultima, nota anche come Sinagoga Grande e sede del museo dedicato alla comunità ebraica.

Non aspettatevi esterni straordinari, la struttura è abbastanza semplice, a pianta rettangolare, sormontata da un tamburo ottagonale e una cupola.

Trani da scoprire sinagoga museo sant'anna - Travel Free From

Solo varcando la soglia scoprirete la sua maestosità, come viene definita nell’epigrafe di costruzione “…con una cupola alta e maestosa e una finestra aperta alla luce“. Proprio come tutto il quartiere ebraico della giudecca, ben diverso dai ghetti incontrati in altre città europee.

Trani da scoprire sinagoga sant'anna - Travel Free From

L’architettura si sviluppa intorno all’aula centrale che richiama un mix di stili, dal romanico all’islamico, intorno al quale sorgono altri ambienti.

Trani da scoprire sinagoga sant'anna interni - Travel Free From

Nella sezione sottostante, a cui si accede scendendo una ripida scalinata, è posta la cripta.

L’arco che segna l’ingresso è sormontato da una iscrizione “Cogitavi Dies Antiquos et annos aeternos in mente habui” – Ho pensato ai giorni passati e ho avuto in mente gli anni eterni.

Trani da scoprire sinagoga sant'anna cripta - Travel Free From

Al suo interno si scorgono le nicchie, di cui una contenente uno scheletro rappresentativo, entro cui venivano fatte essiccare le spoglie dei confratelli e dei loro famigliari, prima di porre le loro ossa nelle fosse comuni.

Trani da scoprire sinagoga sant'anna interno cripta - Travel Free From

Trani da scoprire sinagoga sant'anna nicchia - Travel Free From

Le lapidi allineate lungo le pareti laterali sono invece le pietre tombali appartenenti alle più notabili famiglie ebraiche. Sulla loro facciata sono incise epigrafi che riportano notizie relative al defunto.

A circa 100 metri dalla Sinagoga Grande, si erge quella di Scola Nova, definita così probabilmente perché di edificazione più recente rispetto ad altre precedenti e più antiche.

Di tutte, è quella tornata alle sue funzioni originarie, è stata infatti restituita al culto ebraico e rappresenta la sede distaccata della Comunità di Napoli.

Andrea ci fa strada aprendo il cancello e il portone, attraverso cui accediamo all’aula superiore.

Poche file di banchi si rivolgono verso “l’altare”.

Alle loro spalle una fitta grata separa l’ambiente riservato alle donne.

Tutta la struttura è rivolta verso Gerusalemme e quel tempietto che si intravede, ad incorniciare le scritture in caratteri ebraici, è l’Aron – haqodesh, l’arca santa, l’armadio a forma di tempietto che custodisce i rotoli della Torah.

Trani da scoprire sinagoga scola nova - Travel Free From

A fare da intermezzo fra i due edifici religiosi una bottega in cui ancora vengono decorate ceramiche per le sacre festività ebraiche, bottino per tutti i turisti provenienti dalle comunità sparse per il mondo.

Trani da scoprire bottega ceramiche ebraiche - Travel Free From

Sapevo che questa parte di Trani mi avrebbe colpita tanto.

È venuto fuori il volto della città che accoglie e integra. Una pacifica convivenza fra religioni, culture e popoli che ha scandito la storia e ancora si respira fra le sue strade.

La presenza della sinagoga, infatti, non è certo l’unico esempio di edificio dedicato ad un culto diverso da quello cattolico.

CHIESA LONGOBARDA DI SAN MARTINO

Altro esemplare ci giunge dalla chiesa longobarda di San Martino, oggi chiesa ortodossa riservata alla comunità romena che abita in questa Trani da scoprire.

Andrea ci ha accompagnati anche qui, presentandoci Padre Stephan, il custode di quest’altro piccolo gioiello.

Ci siamo arrivate percorrendo l’omonima via e scendendo fino a 2 metri e mezzo sotto il livello stradale, all’altezza di quella che era la città longobarda.

Trani da scoprire chiesa san martino - Travel Free From

In quest’area, prima, si ergeva anche il convento, oggi inglobato dagli edifici circostanti.

La chiesa invece ci è giunta intatta e, insieme alla Cattedrale di Trani, è l’edificio religioso più antico della città.

Ascoltando le parole di padre Stephan, apprendiamo che la struttura è stata costruita con una tecnica curiosa, molto in uso all’epoca: l’opus incertum. Pietre irregolari, poste una accanto all’altra in maniera quasi casuale, e unite con una colata di malta liquida, che si espandeva in tutti gli interstizi.

La sua destinazione d’uso non è sempre stata religiosa. Quando fu dismessa come chiesa, divenne un forno comune a disposizione della popolazione. Oggi questo lo si può ancora notare nella parete opposta all’altare.

L’intero ambiente non è di grandi dimensioni e non ci sono sedute al centro, come siamo abituati e vederne nelle chiese cattoliche. Solo una fila di panche lungo il perimetro delle pareti in pietra.

L’attenzione, però è tutta rivolta verso la preziosa iconostasi dorata, che separa la comunità dall’altare.

Una scelta voluta dal culto ortodosso per lasciare solo intravedere il “Corpo di Cristo”, in quanto, secondo il loro credo, Dio non si è manifestato a nessuno nella sua sostanza.

Realizzata in Romania e decorata in Italia, l’iconostasi riporta le raffigurazioni dell’Annunciazione e degli Evangelisti, dell’ultima cena, dei Stanti Stefano, Lorenzo, Martino e Clemente, oltre alla Madonna con bambino.

Mi spiace non potervi mostrare nessuna immagine dei suoi interni, perché meritano davvero.

Sappiate che è richiesto il massimo rispetto a chiunque decidesse di visitarla, sia nell’abbigliamento che nell’astensione dalle foto.

In cambio godrete di tutta la bellezza del luogo e della squisita ospitalità di Padre Stephan.

Ma questa Trani da scoprire è solo chiese e religioni?

Ma certo che no.

CENTRO STORICO

Perdetevi nel dedalo di viuzze del centro storico, meglio se accompagnati da una guida ben ferrata come il nostro Andrea.

Avvolti dal candore della pietra locale, rimarrete incantati dinanzi a ogni porticato, vicolo, chiesa o palazzo vi ritroverete davanti.

Scorgerete la via più stretta della città, che a malapena riuscirete ad attraversare in andatura frontale.

Trani da scoprire strada più stretta - Travel Free From

O giardini nascosti in cima a sontuosi Palazzi Ottocenteschi, come il Palazzo Broquier, venuto su dall’unione delle diverse case medievali, che insistevano nell’area, e sede dell’ultimo barone della città.

Trani da scoprire palazzo broquier - Travel Free From

Attraversando l’elegante ristorante che occupa le stalle vecchie della residenza, salite pochi gradini e vi ritroverete immersi in un piccolo mondo magico, appena uscito da un libro di favole, dove è sapientemente custodito un antico passaggio segreto che porta dritti al mare.

Trani da scoprire giardini pensili - Travel Free From

Trani da scoprire passaggio segreto - Travel Free From

Ma la Trani da scoprire non finisce qui. Sì, perché agli osservatori più attenti non sfuggiranno strane maschere tirate fuori dalla dura pietra.

Noi ne abbiamo scovate ben tre, tutte insieme, all’interno di un “palazzo stratificato” o, a volerlo chiamare per nome e cognome, Palazzo del Giureconsulto Morola.

Varcando il suo ingresso in via Leopardi, vi riscoprirete faccia a faccia con uno spaccato di storia tranese non indifferente.

Dai resti della città longobarda, appena emersi dalla strutture medievali che l’hanno ricoperta, fino a tutto l’edifico Settecentesco che è stato edificato su di queste.

Trani da scoprire città longobarda - Travel Free From

Oggi sede del primo B&B aperto a Trani, custodisce un passato glorioso fatto di sinagoghe (una) trasformata in chiesa e poi cappella privata. E ancora monasteri e luoghi di accoglienza per viaggiatori.

Trani da scoprire B&B centro storico - Travel Free From

Trani da scoprire palazzo settecentesco - Travel Free From

E le tre effigi? Sua Maestà Federico II di Svevia, sua moglie Costanza d’Aragona e il piccolo Manfredi, suo figlio, destinato al trono di Trani.

Trani da scoprire effigi - Travel Free From

Insieme hanno occupato il maestoso Castello Svevo che, unitamente alla Cattedrale dedicata a San Nicola Pellegrino, fanno da padroni all’incantevole lungomare.

Trani da scoprire castello svevo - Travel Free From

Di questi ultimi non vi parlerò perché certo non fanno parte della Trani da scoprire, ma di quella più blasonata. Un po’ come il piccolo porto turistico che, con la nuova ruota panoramica, sì è persino vestito di glamour.

Trani da scoprire porto turistico - Travel Free From

I TRULLI SUL MARE

Tutt’altro che glamour, invece, è stata la nostra ultima tappa in questa Trani da scoprire, il luogo più inebriante e autentico che potessi immaginare di scovare nella zona.

I Trulli sul Mare, un accogliente nido d’amore ricavato all’interno di queste antiche strutture rurali, di cui certo ne rimangono pochissimi esemplari in questa parte di Puglia.

Trani da scoprire i trulli sul mare - Travel Free From

Trani da scoprire i trulli sul mare 2 - Travel Free From

Fra carrubi centenari e rigogliosi cespugli di opunzia, prugnolo e lavanda, si erge questo complesso di trulli capeggiati da una piccola torre sul mare.

Trani da scoprire i trulli sul mare carrubo - Travel Free From

Trani da scoprire i trulli sul mare opunzia - Travel Free From

Un parco naturalistico fatto di terrazzamenti affacciati su antiche lame e distese d’acqua infinite, dove a condurvi sempre più vicini alle onde ci sono sentieri storici inalterati.

Un trionfo di verde, la macchia mediterranea che avvolge con i suoi profumi e accompagna in riva al mare.

Questo è il luogo ideale per tutti coloro che intendono ricongiungersi con i propri sensi, perché li riscoprirete tutti, credetemi.

Ho fatto un enorme violenza su me stessa a non abbandonare fotocamera e cellulare, per lasciarmi trasportare solo dal fragore delle onde e dal soffio del vento.

Poche camere, spartane e curate al tempo stesso, vecchie bacinelle in stagno che assumono il ruolo di lavandini, docce ricavate da robusti rami, in mezzo alla natura, e una cucina all’aperto a far da sfondo al porticato che accoglie i tavoli per la colazione.

Trani da scoprire i trulli sul mare camera - Travel Free From

Trani da scoprire i trulli sul mare dettaglio - Travel Free From

Trani da scoprire i trulli sul mare porticato - Travel Free From Trani da scoprire i trulli sul mare doccia - Travel Free From

Ma il meglio è lì, infondo al viale e oltre il cancello che dà accesso alla scogliera e alla spiaggia privata fatta di candidi ciottoli.

Trani da scoprire i trulli sul mare porta sul mare - Travel Free From

Una finestra sull’Oceano e un pezzo di Scogliera di Moher nel cuore del Mediterraneo, abbracciata dallo splendido profilo della città che quasi sembra congiungersi con il promontorio del Gargano.

Trani da scoprire i trulli sul mare scogliera - Travel Free From

Non servono altre parole.

Questa per me è la perfezione.

A voi i commenti su questa Trani da scoprire, sempre che siate riusciti ad arrivare fino a qui.

Io, intanto, mi preparo ad accompagnarvi nelle tappe mangerecce del nostro Puglia Blog Tour.