Borghi, Mare, Sapori Free From, SENZA LATTOSIO, SENZA NICHEL

VERNAZZA: TANTE SOLUZIONI PER LE INTOLLERANZE ALIMENTARI

Vernazza

Ve lo avevo promesso, ed eccoci qui. Dopo esservi storditi ben bene, con il caldo e le bellezze di Vernazza, finalmente si mangia.

In realtà – non ridete – ho trascorso buona parte del tempo, in quel di Vernazza, a mangiare. Della serie: ma che ci sei andata col pensiero? Ma sì, vi penso sempre, penso sempre a cercare soluzioni free from adatte a tutti i gusti. Certo, penso anche al mio stomaco, ogni tanto. Un po’ di sano egoismo ci vuole.

Dunque, prima di mostrarvi il primo luogo di ristoro, giusto perché non abbiate una pessima opinione di me, mi sembra doveroso premettere che sono arrivata in quel di Vernazza già affamata. Un po’ per la levataccia, un po’ per il lungo viaggio in treno. Di tempo dalla colazione ne era trascorso.

Tanto mi è bastato per far sì che la mia merenda, o meglio, la mia seconda colazione fosse la seguente:

Panino a lievitazione naturale, prosciutto crudo, verdure grigliate (quasi mi vergogno ad ammettere che ci fossero anche i peperoni) ed un bel centrifugato di frutta. Tutto rigorosamente di stagione.

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La frutta nel centrifugato? Melone, pompelmo e pera. Da provare. Il pompelmo è stato sicuramente dominante.

Dove è avvenuto il primo “sacrificio”? Al Lunch Box.

Ve lo troverete davanti appena usciti dalla stazione ferroviaria (non è stata colpa mia, è stato lui a trovare me).

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Mi ha attratto il trionfo di verdure e ortaggi, la possibilità di avere una scelta molto vegetariana. Mi ha attratto anche il fatto che, già alle 10:30 di mattina, ci fosse così tanta gente a consumarsi la sua bella merenda. Un alibi così di ferro, a giustificare il mio paninazzo di mezza mattina, dove lo avrei trovato? Mal comune, mezzo gaudio, si dice. In realtà sono andata anche un po’ a naso.

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Da intollerante a molta roba, un luogo così vegetariano è sempre un porto sicuro. Sicuramente c’è scelta di prodotti senza lattosio, a basso contenuto di istamina, di nichel, senza conservanti né additivi. Potrete controllarlo voi stessi sul book degli ingredienti, chiaramente venendoci direttamente.

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Seconda tappa culinaria: La Taverna del Capitano.

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Qui ci sono arrivata dopo tanti giri. Un po’ perché, in effetti, il panino ed il centrifugato mi avevano saziata. Un po’ perché ero abbastanza diffidente nell’approcciarmi ai diversi localini turistici, presenti in via Roma. Non per altro, con le mie intolleranze, non so quanti di loro mi avrebbero seguita come avrei meritato.

Alla fine, sono finita qui perché attratta dal menu esposto. Proprio così, per ogni portata erano elencati gli allergeni contenuti ed è stato subito facile individuare quali piatti ordinare e quali no.

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Anche qui, come ovunque a Vernazza, c’era il pienone, tanto che mi hanno fatta accomodare nella sala interna, pur non essendo previsto in estate. Il locale è quello tipico di una località di mare, un costante richiamo allo stile costiero. Idem nei menù. Qui i piatti locali sono quasi tutti a base di pesce. Allergici, attenzione alle contaminazioni, accertatevi bene prima di buttarvi.

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In ogni caso il mio pranzo è stato questo: tagliolini con seppie e vellutata di finocchi.

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Un piatto tutto senza lattosio, né caseina, né conservanti, né additivi. Tutto freschissimo, gustoso, originale, semplice al tempo stesso. Giusto per il posto.

Tutto qui? Sì, tutto qui. Avete dimenticato il mio panino di mezza mattina? Appunto.

In realtà non è stato tutto qui. Sempre appunto!

Percorrendo Via Roma, avevo notato questa gelateria che prepara il gelato alla soia. Ragione per cui ho deciso di consumarlo qui il dessert, invece che al ristorante. Le possibilità di trovare qualcosa di adatto anche a me erano decisamente più alte.

Sicché, dopo un’altra bella passeggiata fra gli anfratti di Vernazza, sono venuta qui, nell’omonima locale: La Gelateria Vernazza.

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In realtà, a base soia, hanno solo il gelato bianco, quello che dovrebbe essere il sostitutivo del fior di latte. Capite bene che la cosa non mi ha ispirata granché. Ciò nonostante, avevano una certa scelta di gusti alla frutta e l’immancabile gelato al cioccolato fondente. I coni contengono lattosio, per cui niente. Per chi soffre di celiachia, ci sono, comunque, i coni gluten free. Non siete contenti o non riuscite ad arrivare qui a Vernazza? La stessa gelateria ha un punto vendita anche a La Spezia, in cui offre proposte vegane come pistacchio, mandorla, nocciola, vaniglia, cioccolato. Più di così… che altro volete?

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Vi mostro il mio risultato: una bella coppetta cioccolato e mango, rigorosamente lactose free.

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Allora, ho mantenuto la promessa? Vi ho saziati?

Che vogliate provare tutte le alternative che ho seguito io o meno, certo è che ce n’è per tutti i gusti. Street food, ristoranti, stuzzicherie. Da non credere in un borgo di poco più di 1000 anime, come Vernazza.

Basta questo a immaginare la mole di turisti a cui devono far fronte, tutti i giorni, almeno in estate.

E’ così che chiudo il mio breve, ma intenso, tour alle Cinque Terre. Io ne sono rimasta estasiata e appagata. Voi?

Continuate a seguirmi che l’estate è appena iniziata.

Alla prossima.